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Significato psicologico della piorrea e anche secondo metamedicina
Nella tradizione della metamedicina e della psicosomatica profonda, la piorrea non è un semplice problema igienico: è il segnale somatico di una relazione distorta con il proprio potere decisionale, la parola trattenuta e la rabbia inghiottita. Le radici — letteralmente — vengono attaccate quando la persona sente che le proprie fondamenta affettive o materiali sono minacciate. Il corpo parla attraverso ciò che dovrebbe mordere e non osa.
Evidence
- Secondo Claudia Rainville, fondatrice della Metamedicina e autrice di 'Metamedicina: ogni sintomo è un messaggio', i denti rappresentano la capacità di 'afferrare la vita', di prendere decisioni, di 'mordere' la realtà con determinazione.
- Ryke Geerd Hamer, neurologo tedesco e fondatore della Medicina Nuova Germanica (GNM), colloca i tessuti parodontali nei conflitti biologici legati al 'non riuscire ad afferrare o trattenere il boccone' — sia esso cibo, denaro, territorio o affetto.
- Louise Hay, in 'Puoi guarire la tua vita', associa i problemi gengivali alla 'incapacità di portare avanti le decisioni prese', alla rinuncia e alla passività mascherata.
- Lisa Bourbeau (autrice di 'Ascolta il tuo corpo') collega i denti alle decisioni e il deterioramento delle gengive all'incapacità cronica di esprimere collera verso le persone amate — una rabbia 'corrosiva' che invece di uscire mangia i tessuti dall'interno.
- Nella tradizione ayurvedica e nella medicina cinese classica, le gengive sono collegate al meridiano dello Stomaco e della Milza: la piorrea cronica segnala un eccesso di 'preoccupazione ruminante' (pensiero ossessivo) che consuma l'energia di Terra.
